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Termoli. "Carta di Aalborg" e "Agenda XXI locale", termini che in molti non conoscono o di cui hanno sentito parlare senza comprendere bene cosa siano e a che servono. Se addottate le Agende 21 avrebbero potuto risolvere buona parte dei problemi a cui stiamo andando incontro: sviluppo locale sostenibile, democrazia partecipata, risparmio energetico, tutela dell'ecosistema . Invece le amministrazioni continuano a puntare sulle lotizzazioni e su interessi di parte. Che sia un Natale di riflessione sopratutto per loro.
Venerdì 19 dicembre il consiglio comunale, tra il caos generale e una votazione poi definita unanime ma che in realtà unanime non è stata, ha approvato l’adesione alla "Carta di Aalborg" e al "Coordinamento nazionale delle Agende XXI locali italiane".
Un’adozione però che secondo il presidente della VI Commissione consiliare Luigi Leone (Udeur) non è stata legittima e soprattutto piena di carenze tecniche e per questo «va riportata in consiglio comunale».
Ma cos’è questa "Agenda XXI"?
E’ un programma d’azione che rappresenta l’accordo raggiunto nel 1992 a Rio de Janeiro da 183 Stati con cui viene riconosciuto un ruolo decisivo alle comunità locali nell’attuare le politiche di sviluppo sostenibile.
Nel 1994 invece viene elaborata la "Carta di Aalborg", la cui sottoscrizione comporta un preciso impegno politico e morale per un approccio alla gestione urbana che tenga conto degli ecosistemi.
Il consigliere comunale Luigi Leone, dirigente dell’Asrem di Zona, ci spiega meglio di cosa si tratta, dispiaciuto per non aver potuto illustrate la delibera in assise, dopo più di 4 mesi di lavoro della commissione competente.
Consigliere ma cosa è successo in consiglio comunale?
«E’ successa una cosa gravissima.
Non mi è stato permesso di prendere la parola e di illustrare la proposta di delibera.
Il presidente del consiglio Rocchia ha dato il via alla votazione senza chiedere prima se ci fossero interventi e quando ho alzato la mano non mi è stato consentito di parlare»
Per questo si è alzato e se n’è andato?
«Certo, questo atteggiamento mi è molto dispiaciuto.
Non è stata capita l’importanza e l’attualità della questione.
Non so se sia accaduto perché era l’ultimo argomento da discutere, oppure perché qualcuno aveva fretta e voleva andare a casa.
Nei consigli comunali si dedica tanto tempo a discutere di urbanistica e lottizzazioni: perché non si può fare altrettanto con l’Agenda XXI, argomento esclusivo e che può risolvere da solo tanti problemi della città?»
Ma perché parla di irregolarità?
«Perché l’ordine del giorno stesso era sballato.
C’erano solo le linee guida, mancavano i due emendamenti apportati dalla Commissione consiliare e che io avrei illustrato se mi fosse stato consentito l’intervento.
Due integrazioni cucite su misura per Termoli e che danno l’impronta della città al piano d’intervento.
Questo documento così come è passato non è valido.
Quindi mi riservo di fare un’azione di protesta nei confronti del presidente del consiglio affinché riporti in assise l’argomento.
Mi dispiace per la figura pessima che fa, ma sta a simboleggiare il mercato generale che c’era venerdì sera in consiglio».
Scusi ma questa presa di posizione non le crea un po’ d’imbarazzo all’interno del suo stesso partito visto che anche l’attuale presidente del consiglio, Giuseppe Rocchia, è dell’Udeur?
«Il mio gruppo è interessato direttamente perché c’è l’assessore di riferimento che è la Lattanzi, c’è il presidente del consiglio e ci sono io che sono presidente della VI commissione.
La questione è politicamente delicata, ma bisogna prendere una posizione di impegno, e per questo faccio appello al mio partito affinché si riportarti in consiglio la proposta per le carenze tecniche regolamentari».
Consigliere ci spiega meglio in che modo la città si impegna per uno sviluppo ecosostenibile e cosa comporta l’adesione alla Carta di Alborg e all’Agenda XXI locale?
«Il principio comune è proprio quello della promozione di uno sviluppo sostenibile, ossia di un progresso che non aggiunga ulteriori danni a quelli già fatti dal precedente progresso, attraverso 4 sezioni: la dimensione socio economica, la conservazione delle risorse, la gestione delle risorse, la rivalutazione del ruolo delle forze sociali.
A livello locale viene recepito questo concetto di sviluppo sostenibile, viene adeguato e si evolve attraverso l’elaborazione di forum tematici: Risorse comuni e verde, Mobilità integrata e sostenibile, Risparmio energetico ed energie rinnovabili, Aree produttive ecologicamente attrezzate.
Diamo per esempio l’impronta ad ogni inizio di impresa che deve essere ecologicamente attrezzata per non inquinare».
Ma da chi saranno formati questi forum tematici?
«Il forum tematico sarà aperto a tutte le rappresentanze, ai cittadini, alle forze dell’ordine, alle associazioni, ai rappresentanti di categoria, ai gestori dei servizi. Insieme si decide qual è il progetto da realizzare, da perseguire per innalzarci al livello delle città che aderiscono alla Carta».
E in tal senso qual è stato il lavoro della Commissione di cui lei è presidente?
«Abbiamo provveduto a integrare le linee guida aggiungendo innanzitutto un quinto forum tematico, quello del turismo sostenibile, cioè la dimensione che meglio si adatta alla realtà della città di Termoli.
E poi abbiamo introdotto un altro emendamento precisando che ogni atto concertato dal forum con il settore amministrativo dell’ente deve essere necessariamente oggetto di una valutazione preventiva da parte delle commissioni consiliari competenti per poi passare al vaglio del consiglio comunale, che quindi gestisce e non perde di vista il tavolo, su cui esercita una funzione di controllo».
Qual è l’importanza di questi due emendamenti?
«L’introduzione del forum sullo sviluppo sostenibile è di fondamentale importanza per Termoli perché si aprono nuovi scenari.
Si entra in un circuito internazionale che prevede anche l’elargizione di fondi che vanno a incentivare le città che vi partecipano e in vista del processo di devoluzione fiscale bisogna sfruttare al massimo tutte le peculiarità.
A fronte di una stagnazione delle entrate tributarie, Ici, Tosap, Irpef, a fronte di una riduzione dei trasferimenti dello Stato agli enti locali, abbiamo la possibilità di sfruttare le entrate extratributarie come la Tarsu, i canoni, le concessioni, e tutto quello che fa parte dei servizi.
La presenza delle commissioni consiliari e del consiglio comunale nella definizione e nell’approvazione dei progetti che scaturiscono dai forum tematici sono invece la garanzia di una gestione democratica e partecipata delle attività».
Una volta che ci sarà l’adozione definitiva quanto tempo ci vuole per vedere i primi risultati?
«Dipende dalla sensibilità dei settori, ma si potrebbe attivare subito il forum del traffico oppure quello del risparmio energetico e delle energie rinnovabili.
Con l’elaborazione imminente del Pec (piano energetico comunale) ecco che si aprirebbe il forum che è all’interno dell’Agenda XXI e che detta già le linee.
Così si farebbe un piano energetico di nuova concezione». (MI)
(Pubblicato il 23/12/2008)
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