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Definizione di buona pratica PDF Stampa E-mail
Pubblicato da Administrator   
giovedì 06 dicembre 2007

 

Per definire il concetto di Buona Pratica, possiamo rinviare ad alcune definizioni utilizzate in documenti di lavoro predisposti nel 1997 dalla DG Ambiente, in fase di progettazione della propria Banca Dati e della rete integrata di data base della Commissione Europea.

Per buona pratica si intende “…un’azione, esportabile in altre realtà, che permette ad un Comune, ad una comunità o ad una qualsiasi amministrazione locale, di muoversi verso forme di gestione sostenibile a livello locale”.

Si considera buona, quindi, una pratica che corrisponda all’idea di sostenibilità intesa come fattore essenziale di uno sviluppo in grado di rispondere “…alle necessità del presente, senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare le proprie” (Rapporto Brundtland – UNCED 1987).

E’ sostenibile, pertanto, quel modello di sviluppo compatibile con le esigenze di tutela dell’ambiente e di salvaguardia delle risorse, prescindendo dalla qualificazione economico-sociale del settore nel quale si interviene.

Ai fini della catalogazione e del successivo inserimento nella Banca Dati, ogni progetto di sviluppo sostenibile (pratica) necessita di una preventiva verifica dei requisiti sulla sua effettiva “Bontà”; tale verifica viene effettuata da uno specifico gruppo di lavoro APAT, che analizza, valuta e seleziona, tra tutte le pratiche disponibili, quelle da inserire nella Banca Dati GELSO. La selezione viene fatta attraverso l'applicazione di specifici criteri di selezione.

L’uso del concetto di “Buone Pratiche” invece che “Migliori Pratiche” consente di disporre di una maggiore quantità di elementi da utilizzare per la successiva selezione dei criteri di valutazione delle Migliori Pratiche.

Una selezione delle oltre 600 buone pratiche attualmente presenti nella Banca Dati sarà oggetto, grazie alla collaborazione diretta dei soggetti promotori, di una campagna di monitoraggio per la verifica dei risultati raggiunti, delle criticità riscontrate e delle potenzialità di trasferimento dell'esperienza.

 

 

Criteri di selezione
CRITERI DI SELEZIONE DELLE BUONE PRATICHE:

A. CRITERI DI AMMISSIBILITA'
B. CRITERI DI QUALIFICAZIONE
C. CRITERI AGGIUNTIVI DI QUALIFICAZIONE
1) Rispondenza a tutti i seguenti requisiti generali:
    1. il progetto in esame deve essere già avviato (o, quantomeno, finanziato)
    2. il progetto deve essere facilmente esportabile e ripetibile in altre realtà locali
    3. il progetto deve essere coerente con gli obiettivi di qualità e target adottati in ambito nazionale e internazionale (Dichiarazione di Rio de Janeiro 1992 Agenda21, Carta di Aalborg 1994, Carta di Lisbona 1998, Carta di Ferrara 1999, Appello di Hannover 2000)
2) Attuazione di almeno un obiettivo per ogni categoria dei seguenti obiettivi generali di sostenibilità:
Sostenibilità sociale
  • Soddisfare i bisogni sociali di base delle persone quali la cura della salute, il lavoro, la casa,l’istruzione.
  • Accrescere la qualità dell’ambiente sociale curando in particolare l’integrazione dei gruppi o persone provenienti da altre culture e lo scambio.
  • Accrescere la qualità dell’ambiente locale, in particolare avendo cura del patrimonio culturale, degli edifici, degli spazi pubblici e del paesaggio.
Sostenibilità economica
  • Gestire la domanda di risorse riducendola o riorientandola piuttosto che soddisfacendola
  • Investire nella conservazione delle risorse naturali ampliando il capitale naturale coltivato
  • Promuovere attività economiche che valorizzino le risorse rinnovabili disponibili localmente
  • Sviluppare iniziative di produzione, distribuzione e scambio economico improntate ai criteri di equità e solidarietà
Sostenibilità ambientale
  • Investire nella conservazione delle risorse naturali ampliando il capitale naturale coltivato
  • Alleviare la pressione sulle risorse naturali ampliando il capitale naturale coltivato
  • Minimizzare il consumo di risorse naturali e incoraggiare uno spostamento dei consumi dalle risorse non rinnovabili
  • Ridurre le emissioni inquinanti nell’atmosfera
  • Ridurre le emissioni inquinanti nelle acque
  • Ridurre le emissioni inquinanti nel suolo
  • Valorizzare gli ecosistemi
Attuazione di almeno un obiettivo specifico (buona pratica) relativo ad un settore prioritario di intervento:
(Agricoltura,Edilizia e Urbanistica, Energia, Industria, Rifiuti, Territorio e Paesaggio, Trasporti, Turismo)
Agricoltura
  • Arrestare il processo di diminuzione della superficie agraria.
  • Conservare la morfologia e la proprietà del terreno.
  • Ripristinare le aree agricole in disuso.
  • Tutelare la biodiversità.
  • Promuovere e incentivare i processi di agricoltura biologica
  • Ridurre e razionalizzare l’impiego di potenziali inquinanti.
  • Conservare il paesaggio agricolo tradizionale (insediamenti abitativi, colture , ecc.)
  • Altro
Edilizia e Urbanistica
  • Ridurre la pressione edilizia in aree di interesse ambientale.
  • Promuovere programmi di intervento finalizzati alla riduzione dell’inquinamento acustico e atmosferico.
  • Promuovere una pianificazione ambientale integrata.
  • Dare priorità agli interventi di riuso o riorganizzazione rispetto a nuovi impegni di suolo.
  • Recuperare e riqualificare le aree degradate.
  • Recuperare le aree industriali dismesse.
  • Utilizzare materiali e tecnologie eco-bio-compatibili.
  • Valorizzare il patrimonio culturale.
  • Altro
Energia
  • Ridurre l’uso delle materie prime non rinnovabili.
  • Incrementare l’uso di fonti d’energia rinnovabili.
  • Incentivare e incrementare il risparmio energetico.
  • Ridurre le emissioni climalteranti.
  • Ridurre gli impatti locali (odori, prelievi e scarichi).
  • Innovare i processi produttivi (tecnologie alternative).
  • Incentivare l’uso di fonti di energia pulita.
  • Altro
Industria
  • Ridurre il consumo di risorse ambientali e la produzione di scarichi e rifiuti.
  • Bonificare i siti contaminati.
  • Aumentare le aziende impegnate in pratiche EMAS, ISO, LCA o altro.
  • Mirare alla innovazione ambientale dei sistemi di gestione aziendale, dei processi produttivi, dei prodotti.
  • Sviluppare tecnologie a ridotto impatto ambientale.
  • Altro
Rifiuti
  • Minimizzare la produzione di rifiuti (riduzione dei consumi di prodotti usa e getta e ad alto contenuto di imballaggio).
  • Limitare l’utilizzo (sostituzione) di sostanze ad alto impatto ambientale.
  • Salvaguardare le esigenze igienico-sanitarie, evitando rischi di contaminazione dell’acqua, del suolo, e del sottosuolo.
  • Aumentare la raccolta differenziata di RSU.
  • Promuovere sistemi economici ed efficienti per il riciclaggio dei rifiuti.
  • Ridurre drasticamente l’utilizzo di discariche.
  • Migliorare dal punto di vista energetico-ambientale gli impianti di trattamento finale.
  • Altro
Territorio e Paesaggio
  • Conservare e qualificare i beni paesistici e naturalistici esistenti.
  • Aumentare la quota di aree naturali e il tasso di biodiversità.
  • Ridurre l’uso delle risorse non rinnovabili.
  • Tutelare la qualità delle acque, del suolo, dell’atmosfera.
  • Combattere i cambiamenti climatici, la desertificazione e la siccità.
  • Ridurre le cause di rischio e degrado come urbanizzazioni, prelievi, scarichi al suolo in aree vulnerabili.
  • Ridurre i fenomeni provocati da attività umane come frane, erosione costiera, siti contaminati.
  • Altro
Trasporti
  • Ridurre gli spostamenti e/o le percorrenze pro capite su mezzi meno efficienti (autovetture private con basso coefficiente di occupazione).
  • Ridurre il consumo energetico della singola unità di trasporto.
  • Aumentare il trasporto ambientalmente più sostenibile (numero di mezzi meno inquinanti, uso del mezzo pubblico, uso della bici).
  • Sviluppare nuove imprese e posti di lavoro mirando alla sostenibilità del settore.
  • Altro
Turismo
  • Ridurre la pressione dovuta a consumi, emissioni, intrusione nel paesaggio, superamento della capacità di carico, con attenzione alle aree più sensibili.
  • Incentivare iniziative volte alla diversificazione dell’offerta turistica, alla redistribuzione dei flussi e alla valorizzazione delle aree meno fragili.
  • Tutelare e promuovere il patrimonio storico-culturale.
  • Aumentare le certificazioni ambientali nel settore turistico.
  • Sviluppare nuove imprese e posti di lavoro mirati alla sostenibilità del settore.
  • Altro
C) CRITERI AGGIUNTIVI DI QUALIFICAZIONE
RISPONDENZA AD ALMENO DUE DEI SEGUENTI REQUISITI:
    1. Partnership: partecipazione e cooperazione fra discipline, settori e agenzie
    2. Integrazione: integrazione orizzontale tra settori politici e integrazione verticale fra livelli gerarchici
    3. Costruzione del consenso: consultazione tra i membri della comunità locale.
    4. Costruzione di una garanzia istituzionale: costruire strutture che dimostrino una sostenibilità nel tempo e che resistano a cambiamenti locali nel controllo politico
"il testo riprodotto in questa pagina è tratto da: banca dati GELSO Gestione locale per la sostenibilità ambientale www.gelso.apat.it  
copyright APAT Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici"

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