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Pubblicato da Administrator
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sabato 19 luglio 2008 |
Molti produttori ci scrivono chiedendoci e chiedendosi: quali sono i prodotti a Km. zero? Quelli che il consumatore compra direttamente in azienda o quelli che porteremo direttamente al consumatore? Quelli che basta li definisca così la grande distribuzione o quelli definiti così da specifiche leggi regionali
perche possano essere destinati ai pasti di scuole elementari, istituti scolastici superiori, università, ospedali e caserme?
In questo ultimo caso nella misura del 50 per cento per non discriminare il prodotto di origine extraregionale o straniera.
Altra domanda: obiettivo del prodotto a Km. zero è la riduzione dei costi e dei prezzi per il consumatore o la riduzione dell’inquinamento dovuto alle emissioni dei mezzi di trasporto?
E’ possibile l’una e l’altra?
E queste aspettative trovano un riscontro pratico o sono le solite invenzioni fatte a tavolino che poi lasciano il tempo che trovano?
E poi ci chiedono e si chiedono cosa sono i mercati degli agricoltori, cosa è il commercio solidale nelle varie forme (eco, equo, bio ecc.), quando un prodotto è biologico e quando è biodinamico?
Noi a queste domande all’apparenza banali non sappiamo (lo ammettiamo) come rispondere.
E se queste sono le domande ed i dubbi dei produttori possiamo immaginare la confusione ed il disorientamento dei consumatori per la miriade di iniziative intraprese che puntualmente non trovano applicazione e non portano alcun vantaggio per loro.
Riassumiamo quanto scrive
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: la Cia, l’on. Capanna ed altre numerose sigle si battono per il bio, per il no-ogm e per l’ambiente sponsorizzati dalla Coop, quella Coop che si vanta di vendere fagiolini prodotti direttamente in Africa.
Dubito fortemente che quei fagiolini perfetti siano no-ogm e coltivati in modo biologico.
Il costo ambientale e le emissioni del ponte aereo attivato per il trasporto in Italia credo siano enormi (…..)
Secondo me questi signori che predicano bene e si comportano male non sono in buona fede.
Fonte:
http://www.agrodns.it/agronews/web/index.php?mod=art&ID=2776
Per quanto ci riguarda ormai la parola "filiera corta" "cibo a Km o" sono diventate bandiera di diverse organizzazioni.
La proposta di "Paginetiche" è che questo diventi una scelta dei produttori, dei ristoratori, degli albergatori, dei commercianti, delle associazioni su un percorso condiviso.
Non si può essere a Km 0 se il produttore usa sostanze chimiche dipendenti dal petrolio, o non adddotta tecnologie a riparmio energetico, o non riduce la produzione di rifiuti.
Paginetiche è solo per coloro che intendono seguire questa strada.
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Ultimo aggiornamento ( sabato 19 luglio 2008 )
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